Il Progetto Ulisse comporta che, in questa sezione del sito Dantepoliglotta, vengano inseriti a poco a poco i testi e le registrazioni in voce dei versi  del racconto di Ulisse (Inferno, canto XXVI, versi 90-142), nelle varie lingue e dialetti in cui ne esiste la traduzione, oltre che in italiano. Di regola si tratterà di voci maschili che leggono nella loro lingua materna o in una lingua che conoscono perfettamente.  Per ogni voce recitante è prevista la pubblicazione, nella relativa pagina web, di un profilo biografico della persona a cui la voce appartiene e di una sua fotografia. A seconda dell’attività svolta dalla persona che legge, potranno essere pubblicate anche altre immagini, brevi brani di registrazioni video o audio, nonché il link ad un eventuale sito web.

Le voci recitanti maggiormente idonee sono quelle di attori o allievi di scuole di teatro, che quindi sanno leggere abbastanza bene un testo poetico ad alta voce, ma è bene accetta qualsiasi altra persona, a condizione che segua in modo soddisfacente le istruzioni per la lettura espressiva che si possono leggere qui di seguito.

La lettura – dei soli versi 90-142 del ventiseiesimo canto dell’Inferno – dovrà essere registrata su un file audio di formato MP3 a risoluzione non inferiore a 190 e non superiore a 250, da spedire via mail all’indirizzo info@dantepoliglotta.it, insieme con il profilo biografico  (Max 12-15 righe), la fotografia, l’eventuale link al sito internet ed eventuali altri oggetti di cui si desiderasse chiedere l’inserimento.

Guida alla lettura espressiva di un testo poetico (destinata ai lettori non professionisti e privi di esperienza attoriale)

1)- Leggere poesia ad alta voce non è fare ‘teatro’. Quindi la lettura non deve essere enfatica, non deve essere melodrammatica, in altri termini non deve essere ‘recitata’.  D’altra parte si deve anche evitare di cadere nell’estremo opposto, quello di una lettura piatta, incolore e inespressiva. La lettura di un testo poetico deve essere invece sobria, ma espressiva, in modo da riuscire a trasmettere efficacemente, ma garbatamente, a chi ascolta le sensazioni e le emozioni come se gli arrivassero direttamente dal poeta:  la mediazione di chi legge deve farsi talmente discreta, da far sì che l’ascoltatore si dimentichi di lei/lui e sia invaso dalla voce del poeta.

2)- Anzitutto si deve evitare di leggere il testo poetico troppo rapidamente. La lettura deve essere calma, tranquilla.  In particolare la lettura, per essere espressiva e discreta al tempo stesso , non deve passare attraverso marcature eccessive della voce, non deve cadere in una modalità cantilenante o eccessivamente ritmata, non deve avere dei passaggi di timbro che non sono giustificati o che sono innaturali.

3)- Poiché le traduzioni prese in considerazione sono quasi sempre nello stesso metro dell’originale, bisognerà avere cura di mantenere sempre il ritmo dell’endecasillabo. Per esempio, se necessario, legando insieme più vocali consecutive quando, pur costituendo a rigore più sillabe distinte, le esigenze di metrica esigono di unirle in una sillaba unica.

4)- Bisogna far sentire sempre, ma senza mai esagerare, i passaggi da un verso all’altro. C’è chi sbaglia in un senso, marcando sempre e allo stesso modo, magari anche esagerando, gli stacchi tra un verso e l’altro, e chi sbaglia in senso inverso, legando insieme i versi senza far percepire minimamente i passaggi tra un verso e l’altro, come se si stesse leggendo un testo in prosa.

5)- In conclusione, la lettura di un testo poetico deve suggerire emozioni (quindi non deve essere fredda), ma non deve pretendere di intrudere le emozioni nell’animo di chi ascolta:  gliele deve solo offrire con delicatezza.  Il sistema migliore per capire quello che vogliamo dire, quando parliamo di espressività discreta che offre emozioni con delicatezza, è ascoltare le letture dei versi che sono state già inserite nel nostro sito, le quali sono state fatte a regola d’arte.  È utile ascoltare anche una lettura in una lingua che non si conosce minimamente.  Basta ascoltare la lettura, verso per verso, seguendone il testo in una lingua che si conosce bene:  se la lettura è fatta con la giusta espressività e rispettando le regole di cui sopra, riuscirete a seguirla e a gustarla quasi come se la lingua che ascoltate vi fosse nota.