Le voci di Francesca

Valeria Palumbo

Valeria Palumbo, romana di nascita e milanese di adozione, è una giornalista e storica delle donne. Di sé dice: «ho attraversato quasi trent’anni di stampa, tv e new media, convinta che solo una corretta informazione renda un Paese libero e civile». Aggiunge con una certa amarezza di non averla avuta vinta, perché i giornali che più ha amato, e di cui è stata caporedattore centrale, L’Europeo e Global Foreign Policy, hanno chiuso.

Oggi collabora con giornali, associazioni che si battono per i diritti civili, per il patrimonio culturale e scrive per vari siti e periodici online, tiene lezioni universitarie, scrive letture teatrali e conduce corsi e incontri a festival storici e letterari.

Il teatro è, con il giornalismo, la sua grande passione. «Poi, certo – aggiunge – ci sono la letteratura, l’arte, la musica, le passeggiate, la storia…»

Valeria Palumbo è membro della Società italiana delle storiche e della Società italiana delle letterate e negli ultimi anni ha scritto una dozzina di saggi di storia delle donne. Il primo è stato Prestami il volto (Selene 2003), che ha vinto il premio “Il Paese delle donne” nel 2006. L’ultimo è stato Geni di mamma (Odradek 2013). In mezzo tante altre storie di donne straordinarie e interessantissime, da Matidia, la suocera dell’imperatore romano Adriano, in La Divina suocera (Castello volante 2010),  alle “Alpha Girls” della terza ondata del femminismo, in L’ora delle Ragazze Alfa (Fermento 2009, Premio selezione Anguillara Sabazia città d’arte 2010).

Valeria Palumbo è autrice anche di Quando l’arte ha nome di donna (Cendon Libri 2013), una tetralogia teatrale in cui vengono ricostruite le vicende di quattro gruppi di artiste.  Ma la cosa che più le piace è portare il suo teatro fra il pubblico. E così, con altri compagni e compagne d’avventura, le capita di andare in giro per l’Italia, spesso in posti bellissimi tenuti aperti dai volontari del Touring Club, per raccontare vicende dimenticate. Nella foto qui a fianco la si vede con Sonia Grandis e Francesca Fenati in Diego, la rivoluzione e altri incidenti (festival di Città della Pieve del 2012).

«Vado raccontando di donne e di umiliati e offesi – dice Valeria – e non dimentico che alle mie spalle ci sono generazioni di lavoro e di onestà: al paese di mio padre, Castelluccio Valmaggiore in provincia di Foggia, per sottolineare che una cosa era fatta a dovere, dicevano “Giusto giusto come mastro Palumbo”. Gli avi erano falegnami».

Per chi volesse altre notizie su di lei, questo è il link al suo sito internet: www.valeriapalumbo.com.

——-

Per ascoltare la storia di Paolo e Francesca nei versi originali di Dante letti da Valeria Palumbo (Inferno, Canto V, 73-142) cliccare qui sotto:

——-

Valeria Palumbo ha prestato la sua voce a Francesca da Rimini e ha letto i relativi versi (88-142) nella traduzione in romanesco di Maddalena Capalbi.
Per ascoltare questa lettura, cliccate qui sotto:

Per leggere i versi mentre si ascolta la lettura, cliccare qui e azionare il collegamento audio dalla pagina del testo.

——-

About the author

Giuliano

Add Comment

Click here to post a comment