Durazzo, mappa del 1573

Non sembra che Dante potesse sapere dell’esistenza del popolo albanese, a quei tempi sottoposto all’impero bizantino. Nella Divina Commedia si cita però la città albanese di Durazzo: ne fa il nome lo spirito dell’imperatore Giustiniano, che Dante incontra nel cielo di Mercurio. Giustiniano ripercorre la storia dell’impero romano e ricorda le gesta di Giulio Cesare che, passato il Rubicone, iniziò la guerra civile contro Pompeo e i pompeiani, sconfisse i legati di Pompeo in Spagna e poi sbarcò a Durazzo, attraversò l’Illiria e raggiunse la Tessaglia sconfiggendo a Farsalo Pompeo. Questi riparò in Egitto dove venne ucciso (Par., VI, 61-66):

Quel che fé poi ch’elli uscì di Ravenna
e saltò Rubicon, fu di tal volo,
che nol seguiteria lingua né penna.
Inver’ la Spagna rivolse lo stuolo,
poi ver’ Durazzo, e Farsalia percosse
sì ch’al Nil caldo si sentì del duolo.

Gli stessi versi, nella traduzione albanese di Pashko Gjeçi, suonano così:

Çka bani kur ma vonë doli Ravene
e Rubikonin kceu, flutrim i atillë
qe, që s’e ndjek as gjuhë as maje pene.
Solli pastaj ushtritë kah Spanja fill,
pastaj kah Durrsi, e shkrepi mbi Farsalë,
sa dhimbja u ndi n’atë Nil të nxehtë nën diell.