Gioacchino da Fiore - incisione del sec. XVI

L’abate Gioacchino da Fiore, nato nei pressi di Cosenza verso il 1130, fondatore del cenobio di San Giovanni in Fiore sulla Sila, è uno dei sapienti spiriti beati del cielo del Sole che – nel Canto XII del Paradiso – formano la seconda ghirlanda intorno a Beatrice e Dante, vale a dire la compagnia che fa capo a San Bonaventura da Bagnoregio.
Questi presenta a Dante sé stesso e i suoi compagni nominando per ultimi coloro che stanno rispettivamente alla sua destra e alla sua sinistra: Rabano Mauro, dottissimo arcivescovo di Magonza nel secolo IX, e appunto l’abate Gioacchino, che ebbe nomea di profeta (Par., XII, 139-141):

Rabano è qui, e lucemi da lato
il calavrese abate Giovacchino,
di spirito profetico dotato
.

Ecco come suonano gli stessi versi nella traduzione calabrese di Salvatore Scervigni:

Rabanu è ccà, e m’allumina dde latu
lu Calabrisu abatu San Giacchinu
chi prufeta famusu fò chiamatu
».