La prima traduzione in ucraino della Divina Commedia, limitatamente ai primi dieci canti dell’Inferno, apparve tra il 1892 e il 1896 sulle pagine della rivista Pravda di Leopoli (ucraino L’viv, russo L’vov), a firma del poeta e drammaturgo Volodymyr Samiylenko (1864-1925).

Una versione del solo Inferno, dovuta a Petro Karmanskij (1878-1956), traduttore anche del Foscolo e del Carducci, e a Maxim Rilskij (1895-1964), il maggior poeta ucraino del Novecento, apparve a Kiev nel 1956.  Oggi il pubblico ucraino dispone di una traduzione completa della Divina Commedia per opera di Evgen Drobyazko (1898-1980), pubblicata a Kiev nel 1976 con un commento del traduttore.

Una nuovissima traduzione in ucraino in terza rima dell’Inferno dantesco, curata da Maxim V. Strikha, fisico e traduttore ucraino, è stata pubblicata a Leopoli nel 2013.

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L’Ucraina, ai tempi di Dante, era un’entità storico-geografica in trasformazione, della quale ben difficilmente il nostro poeta poteva avere una chiara nozione.  Più di vent’anni prima della sua nascita, nel 1240, vi era stata la disastrosa irruzione degli invasori mongoli sulla città di Kiev, che era stata rasa al suolo.  Ciò aveva comportato la fine dello stato medievale monarchico della Rus’ di Kiev, il più antico stato organizzato slavo-orientale, del quale Kiev era stata la capitale per quasi quattro secoli.  Dopo di che gran parte del territorio dell’attuale Ucraina era passato sotto il dominio del Principato di Galizia-Volinia, il cui cuore era la città di Leopoli e che cessò di esistere non molto dopo la morte di Dante.