Tallinn, il castello di Toompea, teatro della battaglia di Lyndanisse nel 1219

I primi saggi di traduzione della Divina Commedia in estone – una lingua ugro-finnica imparentata con il finlandese – si devono al poeta e italianista Villem Grünthal-Ridala (1885-1942), che pubblicò nel 1911 una versione del primo canto dell’Inferno, e al poeta e critico letterario Johannes Semper (1892-1970), il quale pubblicò nel 1939 una versione del terzo canto della stessa cantica.  Una traduzione completa, sia pure del solo Inferno, è stata pubblicata solo nel 2011 e la si deve al poeta Harald Rajamets (1924-2007), traduttore anche di alcune opere di Shakespeare.

Adam Olearius, Tallinn-Reval nel secolo XVII

Al tempo di Dante l’Estonia era un dominio diretto dei re di Danimarca. Già nel 1219 le forze navali di re Valdemaro II di Danimarca, con il benestare di Papa Onorio III, erano sbarcate nel porto di Lyndanisse (oggi Tallinn) e avevano dato vita al Ducato di Estonia. Da allora i re danesi avevano assunto anche il titolo di duchi di Estonia mantenendo il dominio sul relativo territorio durante tutta la vita di Dante.  Tuttavia non risulta che Dante avesse nozioni precise di queste vicende:  né di quelle danesi né, tanto meno, di quelle estoni.