Nella valletta fiorita dell’Antipurgatorio Dante e Virgilio, guidati da Sordello, vedono le anime dei principi negligenti. Qui Dante nomina per la prima volta la Boemia, indicandola con i nomi dei suoi due fiumi Moldava, in ceco Vltava, ed Elba, in ceco Labe, quando incontra l’anima del re Ottocaro II di Boemia. Dante ci presenta il sovrano boemo vicino al suo ex nemico Rodolfo d’Asburgo, evidentemente per mostrare come nel Purgatorio ogni passione terrena si spenga, tanto che nella valletta fiorita i due principi antagonisti si confortano a vicenda. Il Poeta tiene anche a precisare che re Ottocaro fu un sovrano migliore di suo figlio Venceslao, che salì al trono di Boemia alla morte del padre.

Si riportano qui di seguito le due terzine (Purgatorio, Canto VII, versi 97-102) sia in originale che nella versione ceca di Otto František Babler e Jan Zahradníček .

L’altro che ne la vista lui conforta,
resse la terra dove l’acqua nasce
che Molta in Albia, e Albia in mar ne porta:
Ottacchero ebbe nome, e ne le fasce
fu meglio assai che Vincislao suo figlio
barbuto, cui lussuria e ozio pasce.

Druhý, jenž milou společnost mu tvoří,
vlád’ zemi, v níž je vodstev zrod, jichž příval
k Labi jde Vltavou a Labem k moří.
Otakar slul a v plenkách lepší býval
Než s volse Václav, jeho syn, jenž zase
Jen lenivost a neřest v sobě míval.