Dante aveva ventun anni quando il re di Danimarca Erik V Glipping venne misteriosamente assassinato nel sonno. Non sembra che il nostro poeta avesse una precisa nozione dell’entità geografica e della vita politica della Danimarca del suo tempo, paese che non è citato in nessuna delle sue opere.  Eppure qualche vaga notizia su quel paese, e in particolare su quel misterioso regicidio del 1286, doveva essergli pervenuta, come si può desumere indirettamente dal fatto che egli abbia incluso tra i cattivi sovrani cristiani d’Europa il re di Norvegia Acone V (Håkon V Magnussøn).

Quest’ultimo, che aveva regnato sulla Norvegia dal 1299 al 1319, aveva dato asilo ai presunti assassini di quel sovrano danese e, alleandosi con loro, aveva mosso guerra contro il suo successore Erik VI depredando pesantemente le coste danesi.  Pare che sia stato questo il motivo che ha indotto Dante a collocare  re Acone V di Norvegia tra i sedici regnanti cristiani europei cattivi ricompresi nella severa invettiva dell’Aquila celeste, alla quale i due poeti hanno assistito nel sesto cielo del Paradiso (Canto XIX, verso 139). Questa ipotesi è stata avanzata verso la metà dell’Ottocento dal poeta Christian Frederik Molbech (1823-1888), uno dei maggiori letterati di Danimarca e l’unico che abbia tradotto in terza rima la Divina Commedia in danese, ed è stata poi recepita anche dall’Enciclopedia dantesca.[1]

La Danimarca, dal periodo romantico in avanti, ha avuto diversi studiosi della poesia di Dante. Hans Christian Andersen (1805-1875) ne era un appassionato cultore e nel suo romanzo L’Improvvisatore (1835) ci presenta la figura di un giovane e fervente ammiratore della Divina Commedia.  Dopo la traduzione di Molbech sono comparse altre due traduzioni della Commedia in danese, dovute rispettivamente a Knud Hee Andersen, in versi sciolti (1964), e a Ole Meyer, in endecasillabi sciolti (2000).


[1] Christian K. Frederik Molbech, Dante Alighieris Guddommelige Komedie, København 1929, p. 601:   «Presumibilmente re Håkon V, che nel primo anno del suo regno sostenne gli assassini di Erik Glipping e saccheggiò le coste danesi» («Formodentlig Kong Hakon V, der i de første Aar af sin Regering understøttede Erik Glippings Mordere og plyndrede de danske Kyster»);  Cecilie Wiborg Bonafede, Enciclopedia dantesca, vol. IV, p. 75.