Giulio Veronesi nacque a Bologna il 22 giugno 1865 e vi morì il 7 novembre 1948. Aveva due fratelli, Ferdinando ed Enrico (quest’ultimo era primo violino nell’Orchestra Toscanini). Giulio e Ferdinando aprirono nel 1896 due negozi di oreficeria contigui nel centro di Bologna. In particolare, il negozio di Giulio divenne un’enclave letteraria di appassionati di letteratura e di poesia.

Quando Giulio si mise a lavorare alla traduzione della Divina Commedia, ogni brano veniva sottoposto in lunghi consulti alla cerchia degli amici letterati.  La passione di Giulio Veronesi per le arti e la letteratura era tale, che non solo chiamò i suoi figli Michelangelo, Dante e Raffaello, ma impose al fratello Ferdinando anche i nomi dei nipoti: Torquato (Tasso), Arrigo (Boito), Francesco (Petrarca) e Raffaella per l’unica femmina, nonna materna della nostra fonte Mariangela Bacchi.

Giulio Veronesi fu anche poeta dialettale:  alcuni suoi sonetti e una filastrocca sono raccolti nel volume Poeti petroniani del 900 (a cura di Luigi Longhi, ed. Compositori, Bologna 1943).