Mariangela Bacchi, pronipote di colui che ha tradotto in bolognese (e in terza rima) il poema di Dante, è laureata in lingue ed è bolognese da generazioni. Ha ereditato dalla famiglia la passione per lo studio del dialetto: il nonno Pietro Mainoldi, medico e dialettologo, è autore della grammatica (1950) e del vocabolario del dialetto bolognese (1967); il prozio, l’orafo Giulio Veronesi, è appunto il traduttore della Divina Commedia (1937).

Giornalista, ha lavorato in radio come autrice e conduttrice. Attualmente si occupa di registrazioni di audiolibri e testi per trasmissioni, ed è voce per documentari e spot.

Collabora con www.succedesoloabologna.it. per cui cura una rubrica di BonTon

Dal 2011 recita in italiano e bolognese con la Compagnia del Corso del Teatro Alemanni di Bologna.

Mariangela Bacchi, che ha letto per noi i versi di Francesca da Rimini nella traduzione bolognese del suo prozio, ci ha anche fornito qualche preziosa informazione sulla persona del traduttore.

Giulio Veronesi nacque a Bologna il 22 giugno 1865 e vi morì il 7 novembre 1948. Aveva due fratelli, Ferdinando ed Enrico (quest’ultimo era primo violino nell’Orchestra Toscanini). Giulio e Ferdinando aprirono nel 1896 due negozi di oreficeria contigui nel centro di Bologna. In particolare, il negozio di Giulio divenne un’enclave letteraria di appassionati di letteratura e di poesia.

Quando Giulio si mise a lavorare alla traduzione della Divina Commedia, ogni brano veniva sottoposto in lunghi consulti alla cerchia degli amici letterati.  La passione di Giulio Veronesi per le arti e la letteratura era tale, che non solo chiamò i suoi figli Michelangelo, Dante e Raffaello, ma impose al fratello Ferdinando anche i nomi dei nipoti: Torquato (Tasso), Arrigo (Boito), Francesco (Petrarca) e Raffaella per l’unica femmina, nonna materna della nostra lettrice Mariangela Bacchi.

Giulio Veronesi fu anche poeta dialettale:  alcuni suoi sonetti e una filastrocca sono raccolti nel volume Poeti petroniani del 900 (a cura di Luigi Longhi, ed. Compositori, Bologna 1943).

Mariangela Bacchi ha prestato la sua voce a Francesca da Rimini e ha letto i relativi versi (88-142) nella traduzione bolognese di Giulio Veronesi. Lo ha fatto in due diverse modalità.  La prima lettura è di tipo classico, in una forma di dialetto colto che non presenta le inflessioni tipiche del dialetto bolognese popolare. Per ascoltarla cliccate qui sotto, sulla prima stringa:

La seconda lettura lascia percepire le inflessioni che caratterizzano il dialetto bolognese parlato. Per ascoltarla cliccate qui sotto:

Per leggere i versi mentre ascolti le letture, clicca qui e aziona i collegamenti audio dalla pagina del testo.