Farideh Mahdavi Damghani è una letterata e traduttrice persiana nata nel 1963 a Teheran, dove vive con suo marito e i suoi tre figli.

Fin da piccola fu educata dal padre, docente di Letteratura persiana e araba all’Universita di Teheran, al culto delle lettere e dei classici, non soltanto persiani, ma anche europei.  Fu così che, già dall’età di nove anni, Farideh cominciò a leggere opere come l’Iliade e l’Odissea, Il Libro dei Re di Ferdowsi, il piu grande poeta persiano, e poi via via una grande quantità di classici, tra cui la Divina Commedia, alla quale si avvicinò, in una traduzione francese, quando aveva quattordici anni, innamorandosene subito e per sempre e proponendosi fin da allora di tradurla in persiano.

Ha condotto i suoi studi linguistici e letterari, con particolare attenzione alle letterature europee, trascorrendo lunghi periodi in Francia, in Inghilterra e in Spagna e apprendendo anche la lingua italiana.  Dopo la laurea, ha iniziato a tradurre in persiano libri da quelle quattro lingue europee, pubblicandoli per alcuni anni presso diversi editori persiani.  Nel 1996 ha creato lei stessa, con suo marito, la  casa editrice TIR, che poi pubblicherà tutte le sue opere successive.

Cominciò a tradurre in persiano la Divina Commedia, rispettando la metrica di Dante, all’età di 32 anni e ultimò il lavoro quattro anni dopo, nel 1999. L’opera fu pubblicata nel 2000 dalla casa editrice TIR, la quale, nello stesso anno, si vide assegnare il Premio della Fiera iraniana del libro, come “Miglior Editore” per la divulgazione della letteratura classica europea in Iran.

Negli anni successivi Farideh Mahdavi Damghani ricevette vari Premi letterari sia in Italia, per la sua traduzione dantesca in persiano, sia in Iran, per la sua traduzione dei Salmi Islamici in francese inglese e italiano.  Nel 2001 fu invitata a Ravenna da Walter Della Monica, Presidente del Centro Relazioni Culturali di quella città, per presentare la sua traduzione persiana della Commedia nella Basilica di San Francesco.  In quell’occasione, richiesta di leggere un brano della sua traduzione, scelse di leggere i versi del canto XI del Paradiso, dedicati appunto a San Francesco.

Negli anni successivi tradusse in persiano anche le altre opere di Dante, nonché diverse opere di altri grandi poeti italiani (come il Canzoniere di Francesco Petrarca, i Canti di Giacomo Leopardi, e poi  Montale, Ungaretti, Cardarelli e Quasimodo) e dei grandi poeti latini (come Catullo, Orazio, Ovidio e Virgilio).  Seguirono altri prestigiosi riconoscimenti, come il premio del “Fiorino” riconosciutole dalla città di Firenze (2004), la cittadinanza onoraria conferitale dalla città di Ravenna (2005), il premio “Giacomo Leopardi” dell’Istituto studi leopardiani (2011), ed altri.

Con decreto del 2 giugno 2006 il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, le ha conferito l’onorificenza di Commendatore “Al merito della Repubblica Italiana”.

L’Iran, inoltre, ha riconosciuto a Farideh Mahdavi Damghani numerosi altri premi e riconoscimenti per il numero davvero eccezionale di altre pregevoli traduzioni in persiano e dal persiano di libri sui tematiche le più diverse, dai temi religiosi e spirituali fino ai romanzi di successo. Infine, nel 2012, le ha riconosciuto il Premio Ufficiale  Farabi, vale a dire il massimo premio letterario della nazione persiana.

Farideh Mahdavi Damghani ha prestato la sua voce a Francesca da Rimini e ha letto i relativi versi (Inferno, Canto V, 88-142) nella traduzione in persiano fatta da lei stessa.
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Tehran University - Entrance

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