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Questo spettacolo di teatro civile sulla violenza “di genere”, che si dipana attraverso il dialogo tra un professore un po’ eccentrico e una volonterosa signora che aspira a diventare docente di “educazione all’uguaglianza di genere”, si foto di scena 1apre non a caso con i versi di Dante dedicati a Francesca da Rimini. Infatti Francesca, di violenze di genere, ne ha subite più d’una: il matrimonio con l’aborrito Gianciotto Malatesta, impostole con un perfido inganno, la costrizione a subire poi per sempre lo stupro continuato da parte del marito tiranno e non voluto, infine la morte infertale da quel marito dopo che questi aveva scoperto la relazione di lei con suo fratello Paolo.

La triste vicenda di Francesca da Rimini ha ispirato molti altri poeti e artisti, che hanno voluto variamente esprimere la loro solidarietà alla sfortunata eroina. Tra questi autori troviamo anche Gabriele D’Annunzio, che nella sua tragedia Francesca da Rimini non manca di mettere alla berlina gli artefici dell’inganno malvagio tramato ai danni della ragazza e si sofferma anche sul ruolo sostanzialmente complice svolto dal bel Paolo nella vicenda.

Una storia, quella di Francesca da Rimini, che sembra ideale per accompagnarci in un viaggio nella realtà odierna. Ed ecco allora gli attuali e innumerevoli episodi incresciosi di violenza sulle donne, che vanno dagli abusi più diversi al femminicidio.

Dante, poeta universale, ci dà lo spunto per riflettere anche sull’universalità del problema della violenza sulle donne e sulla necessità di una battaglia culturale di dimensioni altrettanto universali contro questo fenomeno odioso.

Una battaglia culturale i cui passaggi sono oggi puntualmente indicati in una convenzione internazionale, la Convenzione di Istanbul in vigore dal 2014, la quale definisce esplicitamente la violenza sulle donne “una violazione dei diritti umani”. In particolare la Convenzione raccomanda l’introduzione nella scuola primaria e media inferiore dell’educazione all’uguaglianza di genere e dell’educazione affettiva come possibili efficaci antidoti alla violenza sulle donne per le prossime generazioni e sul presupposto, quindi, che gli innumerevoli attuali episodi di violenza sulle donne possano diventare, per le prossime generazioni, reminiscenze di tempi lontani.

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foto di scena 2