La parola “Corea” deriva dal nome della dinastia Goryeo (o Koryŏ) che regnò su quel paese dalla fine del secolo X fino al 1392. Nei primi anni del XIV secolo, quando Dante era un uomo maturo e stava scrivendo la sua Divina Commedia, regnava sulla Corea il sovrano Chungnyeol di Goryeo, salito al trono nel 1274, quando ormai la dinastia coreana era diventata, da alcuni anni, vassalla dell’imperatore mongolo Kublai Khan. Quest’ultimo, nel 1279, era diventato imperatore della Cina e aveva dato inizio alla dinastia cinese Yuan, che mantenne il controllo sul regno di Corea anche dopo la morte dell’imperatore (1294).

Nel suo Milione Marco Polo, pur non avendo visitato la Corea, la cita con il nome di Cauli parlando delle imprese di Kublai Khan, che egli aveva avuto modo di incontrare personalmente a Pechino.  Marco Polo racconta che l’imperatore aveva mantenuto il controllo della Corea sconfiggendo e condannando a morte, nel 1288, un suo cugino di nome Nayan, che si era ribellato alla sua autorità e gli contendeva il dominio su quel territorio. 

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Non sappiamo se Dante avesse una qualche conoscenza di questi eventi a lui contemporanei. In ogni caso il poeta non cita mai la Corea nelle sue opere.

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A Seoul, capitale della Corea del Sud, sono state pubblicate cinque traduzioni in coreano della Divina Commedia (Sin gog), tutte successive alla metà del Novecento, ad opera di I Sang-Ro (1959), Choi Mun-Seon (1960),  Han Hyeong-Kon (1990), Chung Noh-Young (1993) e Kim Wi-Gyeong (2002). Sempre nella capitale si svolgono non di rado manifestazioni dantesche a cura dell’Associazione Italo-Coreana “Dante Alighieri”, dell’Istituto Italiano di Cultura e dell’Università Hankuk di lingue estere.


[1] Marco Polo, Il Milione, a cura di Maria Bellonci, Oscar Mondadori, Milano 2013, pp. 124-129, 354, 365. La mappa coreana riprodotta in questa pagina risale al 1402, agli inizi del lunghissimo periodo di regno della dinastia Joseon (o Chosŏn), che seppe dare al paese notevoli progressi nella scienza e nella cultura (cfr. Jerry Brotton, La storia del mondo in dodici mappe, Feltrinelli, Milano 2013).

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Cliccare qui per vedere l’edizione del poema nella traduzione coreana di Chung Noh-Young. Di questo traduttore si possono leggere i versi in coreano del racconto di Francesca da Rimini (Inferno, Canto V, 88-142 – cliccare qui) e quelli del racconto di Ulisse (Inferno, Canto XXVI, 90-142 – cliccare qui). In futuro saranno inserite le relative letture registrate rispettivamente da una voce femminile e da una maschile.

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Cliccare qui per vedere l’edizione del poema nella traduzione coreana di Kim Wi-Gyeong. Di questo traduttore si possono leggere i versi in coreano dell’episodio del Conte Ugolino, pubblicati sul sito coreano Naver con alcune illustrazioni di Gustavo Doré (Inferno, Canto XXXII, 124-132, e Canto XXXIII, 1-90 – cliccare qui)