Salbertrand, agosto 1929 – In casa Baccon nasce Clelia, da mamma Maria e papà Vincenzo Baccon. Qui la futura maestra cresce insieme alle sorelle Giuseppina e Luigina. Nonostante il lavoro agricolo in famiglia, la giovane Clelia preferisce studiare, ragion per cui frequenta per due anni l’avviamento agricolo a Oulx, prima che questo venga chiuso: siamo infatti in tempo di guerra.

La necessità di completare gli studi, la porta a ripiegare su un istituto per corrispondenza, l’Istituto Volontà di Roma, ma dopo lo sbarco degli Alleati in Sicilia, le sono recapitate tutte le restanti dispense assieme a un biglietto: « Non possiamo più assicurare questo servizio, lei ha tutto il materiale per prepararsi per l’esame». Nel giugno 1944, nonostante le difficoltà, supera l’esame a Susa prendendo così la Licenza di Avviamento Commerciale.

L’intenzione di Clelia è di proseguire gli studi e pertanto, nel giugno ’45, sostiene un esame integrativo presso l’Istituto San Giuseppe  di Torino, che le permette  di iscriversi al secondo anno dell’Istituto Magistrale. Dopo aver frequentato il II anno, la sede distaccata di Susa dell’istituto Provvidenza viene chiusa e Clelia deve proseguire gli studi a Torino all’Istituto Domenico Berti. Nel luglio 1948 si diploma maestra elementare. Da subito inizia l’attività di insegnante in frazioni di montagna e in capoluoghi della Valsusa, entrando definitivamente in ruolo nel settembre 1955.

Parallelamente alla sua lunga carriera nel campo dell’educazione, Clelia si è sempre dedicata con grande passione alla storia locale ed alla valorizzazione del patois di Salbertrand, una variante piemontese della lingua d’oc, pubblicando numerose opere letterarie riguardanti usi, costumi e recupero delle tradizioni locali.

Apprezzata anche come poetessa, ha conseguito numerosi riconoscimenti per il suo lavoro di ricercatrice storica e scrittrice.

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Clelia Baccon ha prestato la sua voce a Francesca da Rimini e ha letto i relativi versi (88-142) nella traduzione in occitano di Salbertrand fatta da lei stessa.
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